European Gendarmerie Force   26 giugno 2010

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 giugno 2010, la legge 14 maggio 2010, n. 84 che ratifica e dà esecuzione alla dichiarazione di intenti e al trattato tra Francia, Italia, Olanda, Portogallo e Spagna per la creazione di Eurogendfor (EGF), la forza di gendarmeria europea.

Eurogendfor rappresenta una concreta testimonianza di cooperazione tra cinque Paesi europei determinati a contribuire allo sviluppo della Politica Europea di Sicurezza e Difesa (PESD) attraverso l’istituzione di una struttura multinazionale in grado di affrontare le situazioni di crisi con gli strumenti più adatti ai diversi scenari.

Modellata sui gendarmes francesi e sulle Unità Specializzate Multinazionali (M.S.U.) dei Carabinieri, la proposta di costituire una Gendarmeria europea è stata presentata ad ottobre 2003, in occasione della riunione informale di Roma dei Ministri della Difesa dell’Unione Europea (UE) svoltasi nell’ambito della Presidenza italiana della UE, dai Ministri francese ed italiano, come risposta alla crescente esigenza di poter disporre, nell’ambito delle operazioni di pace, di forze internazionali di polizia per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Il successivo 17 settembre 2004, a Noordwijk (Olanda), i Ministri della difesa dei cinque Paesi Membri (Italia, Francia, Olanda, Portogallo e Spagna) firmarono la Dichiarazione di intenti con la quale si istituiva formalmente Eurogendfor. Nasceva così la Forza di Gendarmeria Europea che, con la firma del trattato istitutivo, il 18 ottobre 2007 in Olanda, e lo schieramento, nel successivo mese di novembre, dei primi contingenti nell’ambito dell’Unità Integrata di Polizia (I.P.U.) della missione EUFOR “Althea” in Bosnia Erzegovina, è divenuta una realtà pienamente operativa.
Il 18 dicembre 2008 è stato, infine, riconosciuto alla Jandarmeria romena lo status di nuovo membro di EGF, mentre Turchia, Polonia e Lituania partecipano al progetto in qualità, rispettivamente, di osservatore (la prima) e partner.

Eurogendfor può essere impiegata , per l’intero spettro delle operazioni di pace, con compiti di polizia militare, di coordinamento e cooperazione con unità di polizia locali o internazionali, di collaborazione con agenzie civili internazionali, nell’ambito delle iniziative della comunità internazionale per missioni di prevenzione, stabilizzazione e ricostruzione delle strutture statuali nelle aree di crisi.

La Forza, che è primariamente a disposizione dell’Unione Europea, ma che può operare anche in favore dell’ONU, della NATO, dell’OCSE o di altri Organismi e coalizioni internazionali, è aperta alla partecipazione di contingenti di Polizia militare di altri Paesi dell’Unione Europea e, in caso di operazioni, al contributo di Paesi con adeguate capacità di polizia. Per il momento, la compongono, oltre ai Carabinieri, uomini della Gendarmeria Nazionale francese, della Guardia Civil spagnola, della Guardia Nazionale Repubblicana portoghese e della Marechaussee Reale olandese.

L’Italia fornisce all’Eurogendfor il maggior contributo di uomini. La Forza è in particolare formata da una componente operativa, da una specializzata nella lotta contro il crimine e da una di supporto logistico. L’Eurogendfor è può disporre di ottocento uomini entro trenta giorni dall’inizio dell’esigenza, e di altri duemilatrecento come secondo approntamento di riserva.

Il comando è assegnato a rotazione a ciascuno dei sei Paesi che la alimentano. Il Quartier Generale è ubicato in Vicenza, presso la Caserma “Chinotto” dei Carabinieri, dove ha sede anche il Centro di Eccellenza per le Stability Police Units (CoESPU).

Il coordinamento politico-militare spetta a un Alto Comitato Interministeriale (CIMIN), composto dai rappresentanti dei Ministri responsabili dei cinque Paesi partecipanti. Ne fanno parte, per l’Italia, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri e, per il Ministero Affari Esteri, il Direttore Generale per la Cooperazione Politica Multilaterale ed i Diritti Umani.

A partire dal 1° gennaio 2010 l’Italia, subentrando alla Francia, ha assunto la presidenza annuale del CIMIN e 21 maggio, a Roma, presso la caserma “Salvo d’Acquisto”, sede del Comando Carabinieri Unità Mobili e Specializzate, si è tenuta la prima riunione.

Al momento, oltre l’Italia, hanno già ratificato il Trattato di Velsen, i Paesi Bassi, il Portogallo e la Spagna.

Ulteriori approfondimento sul sito del Governo al dossier de “La forza di gendarmeria europea” o sul sito della EGF.

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Questo articolo è stato pubblicato il sabato, 26 giugno 2010 alle 09:41 e classificato in Comunicati. È possibile seguire tutte le repliche a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.Sia i commenti che i ping sono attualmente chiusi.

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